novembre 4, 2011

Riflessioni dalla WIN Conference 2011: Ispirazione, networking, condivisione, reciprocità parole chiave per una nuova leadership al femminile

di stsviluppoblog

Non è stata a sufficienza divulgata la notizia che alla Win Conference, forum mondiale per la leadership al femminile, tenutasi a Roma dal 5 al 7 ottobre scorso “per la prima volta – afferma una nota – il Comitato Win ha deciso di dare un riconoscimento alle donne “invisibili”, alle donne coraggiose che, attraverso il duro lavoro, lo spirito forte e la leadership, sono creatrici di storia per l’Italia, Paese ospitante.”

Le 5 donne leader italiane vincitrici del Premio Inspirational Women sono Emma Marcegaglia presidente di Confindustria, Lorella Zanardo scrittrice, Paola Muti  epidemiologa, Rebecca Spitzmiller avvocato di RetakeRoma e Barbara Giangrave’ di Addio Pizzo.

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novembre 2, 2011

Ha un futuro il made in Italy? – Dialoghi sull’Economia e il Management dell’Università di Padova

di stsviluppoblog

Vi segnaliamo questa iniziativa promossa dalla Facoltà di Economia, Università degli Studi di Padova, che si terrà Martedì 8 Novembre presso l’Aula Magna del Palazzo del Bo a Padova, a partire dalle 9:00.

Dialoghi sull’Economia e il Management dell’Università di Padova, ormai giunto alla quarta edizione, porterà a Padova personaggi di primo piano all’interno del panorama italiano.

(Scarica il programma dell’evento)

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ottobre 7, 2011

Riflessioni dal festival dell’Economia: Più scelta equivale a più libertà? La provocazione di Renata Salecl rivolta alla nostra società consumista

di stsviluppoblog

Nel suo libro “La tirannia della scelta  Renata Salecl, sociologa e filosofa, di formazione psicoanalitica lacaniana, delinea l’ideologia dominante del mondo industrializzato, “l’individuo è padrone assoluto della sua vita, libero di determinarne ogni dettaglio. Nella moderna società dei consumi non ci viene chiesto  solo di scegliere tra prodotti diversi: siamo tenuti a contemplare la nostra vita intera come un unico grande insieme di scelte e decisioni”. Continua a leggere

ottobre 7, 2011

Riflessioni dal festival dell’Economia: Zygmunt Bauman e la commercializzazione della moralità

di stsviluppoblog

Nella lectio conclusiva del festival, ‘Una libertà consumata’, in modo chiaro e autentico,  Zygmunt Bauman ci ha invitato a riflettere su una morale trasformata in merce di consumo. Il sociologo polacco si è soffermato sul consumo, l’unico elemento condiviso nella nostra società liquida, che ci ha portato all’esaurimento delle risorse e alla crescita delle diseguaglianze nella distribuzione dei beni. Non si acquista più un bene perché è necessario, ma perché lo si desidera, perché lo riteniamo uno status symbol, addirittura per alleviare quel senso di colpa che nasce dal modo disattento in cui viviamo  le relazioni sociali. Continua a leggere

ottobre 7, 2011

Riflessioni dal festival dell’Economia: Amartya Sen e i confini della libertà economica

di stsviluppoblog

Nella sua introduzione all’ incontro il professor Zamagni ha presentato Amartya Sen come appartenente a quella categoria di economisti attenti a non separare la dimensione economica dei problemi da quello socio-economica e etica, considerando l’individuo come essere sociale, influenzato anche dai sentimenti, dalle norme morali operante in un contesto di interdipendenza, quindi non solo “homo oeconomicus,” che si relaziona con il prossimo solo per motivi egoistici e utilitaristi.

Il professor Zamagni ha messo in luce l’importanza della riflessione dell’economista intorno alla libertà e all’idea di base che la povertà è anche la mancanza di libertà e ha sottolineato il grande contributo dato allo studio sulla povertà e sulle diseguaglianze. Continua a leggere

ottobre 5, 2011

Riflessioni dal festival dell’Economia di Trento

di stsviluppoblog

A qualche mese dal festival dell’Economia di Trento riprendiamo alcuni  spunti di riflessione e messaggi forti per riportarli nelle nostre vite  quotidiane e per indurci a sviluppare quanto è stato suggerito, in modo anche  provocatorio, da chi riesce a leggere i mutamenti del nostro modo di vivere e a  anticipare gli scenari futuri.

Il festival dell’Economia di Trento, svoltosi dal 2 al 5  giugno, ha confermato la sua vocazione a luogo di confronto su temi attuali e  di ampio respiro, frontati da diverse prospettive con il contributo non solo  di economisti, ma anche esperti in sociologia, filosofia, diritto, che ci  aiutano a capire i ambiamenti in corso e a guardare al futuro in modo costruttivo e consapevole.

Il tema di quest’anno è stato  I confini della libertà economica. Continua a leggere

ottobre 4, 2011

Le nuove frontiere della private label: il caso Coop

di stsviluppoblog

Venerdì 14 ottobre alle ore 12.30 in aula 32 presso la Facoltà Di Economia, Università Degli Studi Di Padova (via Ugo Bassi 1) si terrà un seminario sull’evoluzione delle strategie di gestione della private label.

La private label è stata in passato considerata soprattutto come un’alternativa a basso costo ai brand più noti. Negli ultimi anni si è però diffusa nei retailer più avanzati una strategia più articolata che valorizza la private label come variabile di differenziazione strategica.
Cosa significa per un retailer sposare questo approccio? Quali obiettivi possono essere assegnati alla private label nell’assortimento? Continua a leggere

agosto 14, 2011

Business Model – Pillole

di stsviluppoblog

“The word “model” conjures up images of white boards covered with arcane mathematical formulas.  Business models, though, are anything but arcane.  They are, at heart, stories – stories that explain how enterprises work.  A good business model answers Peter Drucker’s age‐old questions: Who is the customer? And what does the customer value? It also answers the fundamental questions every manager must ask: How do we make money in this business? What is the underlying economic logic that explains how we can deliver value to customers at an appropriate cost?”

“Why Business Models Matter?” by Joan Magretta, HBR, May 2002.

(Studiando@UniversityOfMichigan )

giugno 1, 2011

Blue Ocean Strategy – Dalla teoria…

di stsviluppoblog

Da sempre le aziende cercano di inquadrare, definire e comprendere l’arena competitiva in cui si scontrano con i propri concorrenti. Vogliono capire chi sono i competitors attuali e futuri per adottare strategie che permettano loro di conquistare i clienti del mercato esistente, ampliando così la propria market share.

La maggior parte dei settori attuali è, però, caratterizzata da un’incessante lotta o nell’offrire prodotti di qualità accettabile a prezzi sempre più bassi o nel creare valore per i clienti differenziando. Se uniamo tutto questo a traiettorie tecnologiche in continua crescita e alla globalizzazione, risulta evidente che questo tipo di strategia competitiva non permette di sostenere, nella maggior parte dei casi, un’alta performance.

Per crescere, quindi, le aziende dovrebbero spostare il focus dal battere i propri concorrenti al non avere più concorrenti, abbandonando ciò che è la best practice per scoprire mercati ancora inesplorati, i così detti Oceani Blu.

Kim e Mauborgne individuano la value innovation come colonna portante della strategia Oceano Blu. Questa consiste nel simultaneo perseguimento di differenziazione e contenimento dei costi ed è volta a offrire prodotti o servizi tanto validi da rendere irrilevante la concorrenza creando un nuovo e incontestato spazio di mercato. La creazione di una nuova domanda mira a conquistare quelli che sono i non-clienti: quelli non ancora contesi.

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maggio 31, 2011

…All’esempio – Il caso Bluviti

di stsviluppoblog

Bluviti, un’azienda italiana di piccole dimensioni, opera nel settore della minuteria di fissaggio da più di cinquant’anni. La sua produzione, in un primo momento dedicata al settore del legno, si estende alla stampa di viti anche per altri utilizzi. Il mercato in cui opera Bluviti è caratterizzato da un gran numero di competitors e la maggior parte della quota di mercato è detenute da un ristretto numero di grandi aziende.

Per non rimanere schiacciata da questo scenario competitivo e dall’avvento di competitors provenienti dall’Estremo Oriente, Bluviti decide di mettere in atto una strategia che mira ad aumentare la propria quota di mercato sia in Italia che all’estero, con il doppio obiettivo di contenere i costi e differenziarsi, facendo leva su quelli che sono i propri punti di forza, vale a dire esperienza, ricerca, conoscenza tecnologica e qualità.

Il primo passo è stato quello di analizzare il profilo strategico e la curva del valore di Bluviti, mettendola a confronto con i competitors, secondo i principi e la metodologia della Blue Ocean Strategy.

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