Strategia e Organizzazione, condivisione di obiettivi e collaborazione tra persone

di stsviluppoblog

Progettare a lungo termine per un fine comune è importante per il coinvolgimento delle persone e per la creazione di responsabilità condivise.

Come ho sottolineato nell’ articolo riportato di seguito (a cura della Divisione Custom di Fondazione CUOA), l’elaborazione di meccanismi di guida e gestione dell’azienda unita alla progettazione di un sistema organizzativo coerente e allineato con la strategia determina il successo duraturo di un’azienda. La formulazione della strategia e la responsabilità della sua corretta esecuzione  non può più essere circoscritta al vertice aziendale, ma deve essere diffusa in tutta l’organizzazione. Dare un senso di direzione e ispirare i dipendenti a intraprendere quel viaggio verso obiettivi comuni crea un senso di unità e fini condivisi, le persone vogliono dare il loro contributo all’interno delle organizzazioni e percepire che il loro impegno fa la differenza.

In un recente intervento il sociologo Zygmunt Bauman ha ripreso il modello di un altro sociologo Richard Sennett, come possibile soluzione alla nostra crisi sociale e economica, “una collaborazione aperta e informale» con al centro la condivisione che porterà arricchimento per tutti. Un tema da approfondire nei prossimi post, che sembra proponibile anche per il microcosmo che è l’azienda, collaborazione significa saper ascoltare, confrontarsi senza preconcetti, dialogare e il nuovo punto di partenza potrebbe essere questo anche per le aziende, nella consapevolezza  di combattere per una causa comune e con la voglia di sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Andrea Stefani – Studio St

 

Il vantaggio competitivo delle PMI

“La crisi economico finanziaria ha fatto drammaticamente emergere le carenze di vantaggio competitivo delle PMI (micro PMI, come ora vengono definite). Due le spiegazioni: una ottimistica, l’altra pessimistica, purtroppo più plausibile. La motivazione (paradossalmente) ottimistica è che a monte dei problemi di accesso al credito (spesso fondati sulla scarsa patrimonializzazione) c’è la carenza, ben nota in letteratura, di collegamento e coerenza tra strategia e organizzazione.

Le nostre aziende, anche quelle di maggiori dimensioni, avrebbero “fallito” nel creare modelli organizzativi (assetto, strutture, meccanismi operativi ecc.) adeguati al perseguimento delle loro strategie. Analizzando ancora più attentamente il nostro tessuto economico, si scoprono molto spesso cause ancora più radicali, derivanti dai fondamentali della spiegazione ottimistica. Le aziende sono carenti sia nella strategia che nell’organizzazione, non soltanto nella ricerca della loro coerenza. La strategia, ammesso che esista, è nella testa di una o poche persone e non viene definita con un processo di pianificazione. L’organizzazione diventa un mero problema formale, in cui la delega è un elemento sconosciuto e mancano gli elementi di base dell’agire organizzato.

Come può una azienda totalmente accentrata, senza modello organizzativo, soprattutto senza strategia, ricercare, e trovare il benessere duraturo? Le aziende che hanno successo, nonostante la congiuntura, sono quelle che si basano (e si sono basate) su coerenza e allineamento tra strategia e organizzazione, in un circolo virtuoso in cui gli elementi organizzativi concordano e risultano adeguati alla strategia che l’impresa si è data e in cui ogni elemento costituisce il completamento del tutto, senza che si verifichino spinte contrapposte.  Queste aziende hanno impostato meccanismi di coordinamento che inducono le persone ad interiorizzare gli obiettivi aziendali, adottando comportamenti ottimizzanti non solo la loro area di gestione funzionale ma anche l’intero sistema azienda (ottimizzazione complessiva e non solo locale) e favoriscono la costruzione di team che regolino i flussi delle attività in maniera coordinata. A tutto questo, si aggiungono sistemi di incentivazione finalizzati a orientare i comportamenti e stimolare il giusto sforzo in coerenza con gli obiettivi di lungo periodo che l’azienda intende perseguire.

A cura di Andrea Stefani, Docente CUOA, Esperto di Pianificazione Strategica e Controllo di Gestione

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