settembre 10, 2013

La strategia scende in vigna

di stsviluppoblog

Talento o preparazione, intuito o strategia? Il mondo del vino (italiano) è densamente popolato da personalità strabordanti che potrebbero far pensare che contino più doti personali e innate, a volte quasi taumaturghiche piuttosto che lo studio, l’analisi, la pianificazione e il controllo della gestione. Sarà davvero così?

Segui l’intervista completa clicca qui

 

strategia_in_vigna

gennaio 9, 2013

Studio ST e Fondazione CUOA

di stsviluppoblog

Continua la collaborazione tra Studio ST (società di consulenza di Direzione attiva nei temi di Strategia, Marketing e Controllo di gestione) e Fondazione CUOA (Centro Universitario di Organizzazione Aziendale) di Altavilla Vicentina (VI). Il Controllo di gestione e il Marketing rappresentano per Studio ST due punti di vista sinergici per affrontare la Strategia d’Impresa con un approccio accessibile alle diverse funzioni aziendali, creando coinvolgimento, partecipazione e contribuzione attiva alle scelte strategiche.



novembre 8, 2012

Il ciclo di vita dei prodotti: dalla teoria…

di stsviluppoblog

In letteratMatteo ceruttiura grande importanza è stata data alla descrizione del ciclo di vita dei prodotti.[1]

Per product life cycle si intende “the expected behavior of a product over its life through introduction, growth, maturity, and decline” (Clodfelter, 1993).

E’ possibile applicare la struttura base di questo modello a diversi mercati, come ad esempio quello della tecnologia o della moda. Nella teoria generale, la curva che rappresenta i diversi stadi ha una forma a campana in relazione alle vendite, anche se ogni prodotto presenta la propria curva caratteristica.

E’ comunque utile presentare il modello generale composto dalle seguenti fasi:

  • Introduzione: questa fase ha inizio quando un prodotto viene lanciato per la prima volta sul mercato. E’ accompagnata da incertezza e rischi elevati. La domanda deve essere creata mediante un’abile gestione delle leve di marketing. L’introduzione di un nuovo prodotto nel mercato può richiedere tempo (Kotler, 2006) e l’aumento delle vendite tende a essere relativamente lento. Gli elevati costi di promozione e distribuzione portano a profitti scarsi o negativi. Questa è la fase più rischiosa dell’intero ciclo di vita e per questo le aziende tendono a utilizzare politiche conservative. Levitt (1965) chiama questa tendenza “used apple policy”: al posto di aspirare a essere la prima nel mercato, molte aziende lasciano che altri siano i pionieri, e, se il prodotto ha successo, subito si gettano nel mercato. “Il problema nell’essere i pionieri – riporta Levitt – è che i pionieri vengono uccisi dagli indiani” e per questo molte aziende seguono la politica “We don’t have to get the first bite of the apple. The second one is good enough” (Levitt, 1965).
  • Crescita: Se il nuovo prodotto incontra i favori dei consumatori e diventa un prodotto di successo, le sue vendite crescono. I costi di produzione diminuiscono, come anche quelli unitari di promozione, aumentano i profitti, ma aumentano anche i competitors attirati da una mela che si è rivelata “succosa”. Secondo Levitt (1965) il problema non è più far conoscere il proprio prodotto quanto far sì che i consumatori preferiscano il proprio brand rispetto a quello della concorrenza. Ma questo non è sufficiente, le aziende devono anche assicurarsi che il prodotto sia effettivamente disponibile nei tempi, luoghi e modalità desiderate dal consumatore.
  • Maturità: L’inizio di questa fase è rintracciabile nel rallentamento della crescita del volume di vendite. Questo è dovuto al fatto che il mercato è ormai saturo e le aziende iniziano a competere sul prezzo, incrementano le spese in attività promozionali e sviluppano nuove versioni del prodotto. I produttori più deboli lasciano il mercato che viene spartito tra i produttori più popolari. Kotler (2006) afferma che questo stadio dura in genere più a lungo di quelli precedenti ma la sua durata dipende dal tipo di mercato di riferimento. Com’è facilmente verificabile e sostenuto da Levitt (1965) i prodotti femminili d’abbigliamento hanno in genere una fase di maturità molto breve.
  • Declino: Quando le vendite iniziano a calare, si entra nella quarta fase. Il declino può essere molto rapido o graduale. Nel caso d’innovazioni discontinue proprie del mercato high-tech, l’avvento di un nuovo standard generalmente segna la drastica diminuzione delle vendite del predecessore. E’ questo il caso dell’abbandono del VHS con l’avvento del DVD o della recente interruzione della produzione di televisori a tubo catodico dopo la diminuzione dei prezzi di schermi LCD e al plasma.

Non tutti i prodotti però seguono questo ciclo.

Levitt (1965) a proposito afferma che: “The only cases where there is any relief from this boredom and gradual euthanasia are where styling and fashion play some constantly revivifying role” (Levitt, 1965).  

In seguito analizzeremo come è possibile declinare questo modello a due mercati, vale a dire quello tecnologico e dalla moda, individuando tratti in comune e differenze.

di Matteo Cerutti


[1] Si veda tra gli altri: Vernon, 1966; Levitt, 1965; Kotler, 1972; Kotler, Armstrong, 2006.

ottobre 10, 2012

di stsviluppoblog

Bel post riguardo il “punto critico” Di Gladwell.

[Marketing] Departure lounge

Vorrei riportare in questo post dei miei appunti  (quindi prendeteli per tali) che ritengo possano essere uno stimolo ad approfondire l’argomento.

Molti di voi saranno preparatissimi in materia ma si sa, repetita iuvant sed, come diceva il mio professore di filosofia, stufant. Spero che non sia questo il caso.

Geoffrey Moore, guru del marketing hi-tech, rivisita nel suo best seller Crossing the chasm il modello del “ciclo di vita dell’adozione tecnologica”

affermando che esistono delle “spaccature” tra le diverse tipologie di clienti.

Queste spaccature, presenti nella curva a campana, sono relativamente piccole tranne quella che esiste tra gli early adopters (i visionari) e gli early majority (i pragmatici) che è un vero e proprio “crepaccio” nel quale le aziende rischiano di cadere mettendo a rischio la loro sopravvivenza.
La difficoltà di vendere un prodotto hi-tech sul mercato è appunto quella di passare da un gruppo di clienti all’altro proponendo il…

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ottobre 10, 2012

LA FIERA DELLE PAROLE 2012

di stsviluppoblog

Dal 9 al 14 ottobre 2012 Padova ospiterà uno tra i più interessanti appuntamenti con la letteratura, il giornalismo, la poesia, l’arte, la musica attivi sul territorio nazionale. La Fiera delle Parole è una manifestazione generalista premiata da un pubblico numerosissimo  che giunge da tutta Italia per ascoltare e, soprattutto, confrontarsi con centinaia di autori di grande rilievo nel panorama culturale nazionale.

Per il programma completo cliccate qui.

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giugno 14, 2012

Scrivere il futuro a Bologna 14-17 giugno

di stsviluppoblog

Inizia oggi a Bologna  la “Repubblica delle Idee” una settantina di eventi in quattro giorni dal 14 al 17 giugno,  a ingresso gratuito, organizzato da La Repubblica,  per discutere dei grandi temi dell’attualità italiana e internazionale, saranno presenti anche gli economisti Nouriel Roubini e Thomas Sargent (premio Nobel), il politologo Anthony Giddens, gli scrittori David Grossman e Tahar Ben Jelloun, il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi, il fondatore di Slow Food Carlo Petrini.

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giugno 6, 2012

Strategia e Organizzazione, condivisione di obiettivi e collaborazione tra persone

di stsviluppoblog

Progettare a lungo termine per un fine comune è importante per il coinvolgimento delle persone e per la creazione di responsabilità condivise.

Come ho sottolineato nell’ articolo riportato di seguito (a cura della Divisione Custom di Fondazione CUOA), l’elaborazione di meccanismi di guida e gestione dell’azienda unita alla progettazione di un sistema organizzativo coerente e allineato con la strategia determina il successo duraturo di un’azienda. La formulazione della strategia e la responsabilità della sua corretta esecuzione  non può più essere circoscritta al vertice aziendale, ma deve essere diffusa in tutta l’organizzazione. Dare un senso di direzione e ispirare i dipendenti a intraprendere quel viaggio verso obiettivi comuni crea un senso di unità e fini condivisi, le persone vogliono dare il loro contributo all’interno delle organizzazioni e percepire che il loro impegno fa la differenza.

In un recente intervento il sociologo Zygmunt Bauman ha ripreso il modello di un altro sociologo Richard Sennett, come possibile soluzione alla nostra crisi sociale e economica, “una collaborazione aperta e informale» con al centro la condivisione che porterà arricchimento per tutti. Un tema da approfondire nei prossimi post, che sembra proponibile anche per il microcosmo che è l’azienda, collaborazione significa saper ascoltare, confrontarsi senza preconcetti, dialogare e il nuovo punto di partenza potrebbe essere questo anche per le aziende, nella consapevolezza  di combattere per una causa comune e con la voglia di sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Andrea Stefani – Studio St

 

Il vantaggio competitivo delle PMI

“La crisi economico finanziaria ha fatto drammaticamente emergere le carenze di vantaggio competitivo delle PMI (micro PMI, come ora vengono definite). Due le spiegazioni: una ottimistica, l’altra pessimistica, purtroppo più plausibile. La motivazione (paradossalmente) ottimistica è che a monte dei problemi di accesso al credito (spesso fondati sulla scarsa patrimonializzazione) c’è la carenza, ben nota in letteratura, di collegamento e coerenza tra strategia e organizzazione. Continua a leggere

maggio 30, 2012

Festival Economia Trento 2012: Cicli di vita e rapporti tra generazioni

di stsviluppoblog

Dal 31 maggio al 3 giugno si svolgerà a Trento il  Festival dell’Economia, l’appuntamento dell’anno per il dibattito e la discussione delle grandi questioni del nostro tempo. Il tema di quest’anno riguarda le nuove generazioni e i loro problemi in in una società che sta cambiando, il confronto con le generazioni precedenti, la “Seconda Età Adulta” una riserva di energie che possono contribuire alla formazione dei giovani.

maggio 21, 2012

“Prevenire è meglio che curare”

di stsviluppoblog

La violazione dei diritti di proprietà industriale altrui, come marchi e brevetti, può comportare non solo una responsabilità civile con le conseguenze risarcitorie che ne possono derivare, ma anche una responsabilità penale, dal momento che la contraffazione costituisce ipotesi di reato.
Di recente la sentenza n. 2676/2011 del Tirbunale Penale di Padova ha escluso la responsabilità penale del contraffattore ritenendo che il soggetto imputato non avesse agito con dolo, ossia con la consapevolezza di violare un diritto di proprietà industriale altrui.
Il ragionamento che ha portato il Giudice a tale decisione si è sostanzialmente fondato sul fatto che l’imputato, prima di importare la merce ritenuta in contraffazione fosse ricorso ad un studio legale specializzato nella materia, per avere da questo un parere sul modello comunitario registrato relativo ad un noto modelllo di zoccolo in plastica.
Il parere reso all’imputato da parte dello o studio specializzato è stato giustificato sufficiente ad escludere una responsabilità penale dell’imputato che ha dimostrato con il suo atteggiamento di aver assunto tutte le cautele che il c.d. buon padre di famiglia avrebbe potuto assumere per assicurarsi di non infrangere alcuna regola.
Ovviamente il parere reso è risultato particolarmente competente e corretto rispetto alle vicende che successivamente hanno interessato il modello comunitario.
Questo caso specifico è la prova concreta che anche l’impresa deve saper fare prevenzione come in tema di salute tutti dovrebbero imparare a fare.

Avv. Sergio Francini

aprile 20, 2012

“Mecenatisme cosmetique ou mecenatism structurel” – Alberto Alessi

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“Il punto, a mio avviso, è che noi, le imprese, dobbiamo renderci conto che – ci piaccia o no – abbiamo un’influenza sul contesto sociale che è enorme, che la nostra attività ha degli effetti sulla gente, modifica il suo modo di vivere. Che noi non produciamo semplicemente degli oggetti o dei servizi: noi produciamo, tutti, cultura. […]il ricorso a capacità creative in una organizzazione d’impresa, schiude una nuova opportunità di espressione del talento artistico individuale; in secondo luogo l’impresa ha di fronte a sé l’opportunità di fare propria una nuova competenza – l’impiego del talento artistico in una produzione industriale –  e di fondare su questa il proprio vantaggio competitivo nei confronti dei competitori. E poiché si tratta di una competenza che nasce da un processo di apprendimento in differenti aree funzionali, dalla creazione di una cultura e di un clima aziendale idoneo e della progettazione di strutture aziendali ad hoc, tale competenza è risultata essere difficilmente imitabile, almeno nel breve periodo.”

Intervento di Alberto Alessi in occasione di un seminario tenuto a Parigi nel 1986

Tratto da: Le imprese basate sulla creatività artistica, Santa la Rocca, Pietro Mazzola, Franco Angeli Editori, Milano 1991